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Le erbe aromatiche
 

la melissa

Le sue virtù' medicinali e risanatrici erano utilizzate anche dagli antichi

Virtù medicinali   Il successo nel Seicento   Madame De Sévigné  Doti tranquillanti e tonificanti   L'uso della melissa oggi

La melissa, caratteristiche   Riconoscimento  Consigli   La melissa nella medicina popolare   La melissa nella gastronomia

Immaginne della melissa Gli antichi greci chiamavano questa pianta profumata melissophyllon (1) ossia, "fogliame delle api", da melissa = ape e phyllon = foglia; infatti è molto ricercata dalle api che ne ricavano un miele delicatissimo.

Virtù medicinali

Oltre ad essere stata apprezzata nel mondo antico come pianta mellifera, la melissa era largamente usata per le sue virtú medicinali: ne parlano Plinio, Dioscoride, Galeno e tanti altri. Era, ad esempio, uno dei rimedi preferiti da Paracelso. Lo stesso vale per la scuola medica araba; infatti Avicenna, nel suo Canone di medicina, la cita come stimolante e corroborante cardiaco eccezionale.

Il successo nel Seicento

Comunque, solo nel 1600 la melissa conobbe il massimo della popolarità, come ingrediente di due ricette divenute celebri per la loro efficacia contro svariati disturbi nervosi. Si tratta dell’ Acqua della regina d'Ungheria e dell’Acqua di melissa dei Carmelitani (2), entrambe a base di alcool di 70°-80° per cui definirle Acqua era un tantino azzardato. Ebbero un successo strepitoso, soprattutto presso le signore, per combattere emicranie, malinconia, depressioni e svenimenti.

Madame de Sévigné

E’ piuttosto indicativo al riguardo ciò che scriveva Madame de Sévigné in una lettera ad una sua amica sull'Acqua della regina d'Ungheria:

"Essa è divina: te ne ringrazio ancora; me ne inebrio ogni giorno; ne ho nella mia tasca. È una pazzia come il tabacco. Quando vi si è abituati non se ne può più fare a meno. Io la trovo buona contro la tristezza".

Doti tranquillanti e tonificanti

Evidentemente Madame non si atteneva troppo alla dovuta parsimonia nei dosaggi. In effetti la melissa possiede notevoli doti tranquillanti e allo stesso tempo tonificanti; è quindi comprensibile che i medici di allora la considerassero un ottimo rimedio nelle crisi isteriche e nervose in genere. Meno comprensibile è il fatto che la prescrivessero anche nella
tubercolosi, nell'epilessia e persino contro i morsi di ragni e scorpioni.

L'uso della melissa oggi

Attualmente le si riconoscono molte virtú medicinali, ma si raccomanda - cosa che del resto riguarda tutti i semplici - di non oltrepassare mai le dosi indicate.

Mi si consenta a questo punto una breve digressione su quanto sia errato considerare le erbe, in quanto tali, assolutamente innocue. Le piante officinali contengono principi attivi, cioè sostanze che agiscono piú o meno intensamente sul nostro organismo. Però agiscono in modo ottimale soltanto alle dosi giuste.

La melissa, caratteristiche

Ma torniamo alla melissa. È una pianta erbacea perenne che cresce ovunque, dalla montagna al mare, preferibilmente in luoghi freschi e ombrosi. Alta 30-70 cm, ha numerosi fusti quadrangolari e foglie picciolate ovali, dentate e reticolate. lievemente pelose. I fiori sono giallini e biancorosati dopo la fioritura, raggruppati da 6 a 10 all'ascella delle foglie, con due labbra: l'inferiore è trilobato.

Riconoscimento

Si riconosce facilmente per il gradevole aroma di limone che emanano, specialmente stropicciando le foglie. Per questo la melissa viene chiamata anche cedronella o limoncella. Il sapore è amarognolo-piccante.

La droga (fòlia melissae) è data dalle foglie (raccolte senza picciolo da maggio a settembre) e dalle sommità fiorite (raccolte in giugno-luglio prima della fioritura) essiccate all'ombra in strati sottili. Si conserva in vasi di vetro al riparo dalla luce.

I principi attivi sono contenuti nell'olio essenziale, in sostanze amare e resine.

Consigli

Per uso interno si usa l'infuso (0,5 gr in 100 ml d'acqua); come aperitivo, digestivo, coleretico, antispasmodico, sedativo e antidepressivo, in dose di 1-2 tazzine al giorno, oppure l'olio essenziale in dose di 2-3 gocce su una zolletta di zucchero, 2-3 volte al giorno.

Sembra che la melissa abbia effetti benèfici anche nell'astenia e nell'affievolirsi della memoria nelle persone anziane. Paracelso ci dà la ricetta di un vino corroborante, antistanchezza,che probabilmente è piú valido di molti farmaci moderni: prescrive di far macerare 60 gr di foglie di melissa in un litro di vino del Reno per 24 ore. Poi si filtra e se ne prende un cucchiaio 2-3 volte al giorno.

Per uso esterno l'infuso di melissa ha una notevole attività cicatrizzante, astringente e decongestionante. Si può usare per gargarismi, lavaggi e applicazioni di compresse sulla pelle. Se ne può mettere un litro anche nell'acqua del bagno per renderlo tonificante e rilassante.

L'acqua distillata di melissa entra spesso anche come componente di tonici cutanei per uso cosmetico.

La tintura (20 gr. di droga fatti macerare per 5 giorni in 100 ml di alcool di 50°) serve per frizioni contro dolori nevralgici e reumatici.

La melissa nella medicina popolare

La medicina popolare riteneva la melissa un toccasana per tutti (o quasi) i mali: dall'inappetenza alla cattiva digestione, all'ipocondria, al carente funzionamento della bile, intestino e reni, ai dolori mestruali e di altro genere, all'insonnia. La considerava anche efficace pianta magica per scacciare i dispiaceri amorosi.

Inoltre si usava il succo delle foglie e degli steli per tingere di nero i capelli e per rinforzarne il bulbo.

La melissa nella gastronomia

La melissa è utile in gastronomia come gradevole aromatizzante. Se ne può aggiungere qualche foglia tritata ad esempio nelle insalate, nelle salse per il pesce e in svariate zuppe. Con le foglie si possono altresì profumare il vino, l'aceto e le bibite estive.

Sempre per le sue componente aromatiche e amare, la melissa è largamente apprezzata dalle industrie di liquori e aperitivi. Entra anche nella formulazione di alcuni profumi e fresche acque di colonia.

Ed infine ricordiamoci che mettendo alcuni rametti di melissa negli armadi, terremo lontane le tarme che evidentemente hanno gusti totalmente diversi dalle api. (Terra biodinamica 12/'83)

Nada Polasek

Note

(1) - Da non confondersi col Melittis melissophyllum che è un'altra pianta, con caratteristiche simili alla melissa.

(2) - Oltre alla melissa, nell'Acqua della regina d'Ungheria troviamo rosmarino, corteccia e fiori di arancio, menta e rose; nell'Acqua di melissa dei Carmelitani invece ci sono bucce fresche di limoni, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, coriandolo e radice di angelica.


 

 

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