Lo Yogananda Ashram
Il Centro Yogananda Ashram nasce, a Roma, su ispirazione di Sri Jayendranatha (Franco Di Maria) e di Sri Vaha Viranatha Yogi (Umberto Guidi).
"Un ashram è una dimora della mente e del cuore ancor prima di essere un luogo fisico".
Lo Yogananda Ashram è il Centro, in Roma, dell’Unione Induista Italiana, riconosciuta con decreto del Presidente della Repubblica del dicembre 2000.
Tramite l’Unione Induista Italiana, lo Yogananda Ashram mantiene stretti contatti con le maggiori università, italiane e straniere, che si occupano di filosofia e religioni dell’India oltre che — ovviamente — con personalità e Maestri appartenenti alle varie tradizioni dell’induismo.
Allo Yogananda Ashram vengono impartiti insegnamenti pratici e nozioni teoriche che appartengono esclusivamente alla grande Tradizione del Gitananda Yoga (Pondicherry, Tamil Nadu, India.
Il nome dello Yogananda Ashram è dedicato a Paramahamsa Svami Yogananda Giri, Guru di Sri Jayendranatha e di Sri Vaha Viranatha Yogi.
Yoga e cultura hindu
Lo Yogananda Ashram viene alla luce per tutelare e diffondere il valore indispensabile della parampara, cioè della linea ininterrotta di maestri che dagli antichi rsi è giunta inalterata, da maestro ad allievo, fino a noi.
Il Centro accoglie tutti coloro che desiderano praticare seriamente lo yoga e conoscere, nella sua interezza, la grande cultura hindu.
La vera pratica dello yoga richiede che tutti gli insegnamenti appartengano alla parampara e che siano — senza semplificazioni o interpretazioni arbitrarie — impartiti da un Maestro (o quanto meno da un insegnante particolarmente qualificato) che abbia effettivamente sperimentato a lungo tutto ciò che gli è stato trasmesso dal proprio Guru.
Yoga e conoscenza di sé
E’ opportuno sottolineare, infine, che lo yoga – uno dei sei sistemi classici dell’induismo – è una via di conoscenza di sé che inizia da ciò che abbiamo di più vicino e di più prossimo: il corpo. E’ dunque possibile praticarlo per ottenere i ben noti effetti, relativi ad un maggior benessere psicofisico, senza alcuna particolare adesione culturale.
E’ del pari evidente che – ad un certo punto di questo viaggio verso la Conoscenza, una soglia che normalmente si pone al di là dei desideri e, spesso, anche delle capacità del praticante medio – è indispensabile, una adesione a quella cultura religiosa e sapienziale nel cui quadro si iscrive lo yoga.
Ma tale adesione – se e quando dovesse giungere quel momento – sarà ovviamente il praticante a deciderla.